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I Tesori d’Arte: le chiese e i capitelli

I Comuni del Comelico rientrano tra quelli interessati dal progetto pluriennale intitolato “Tesori d’artenelle chiese dell’Alto Bellunese”, finalizzato alla valorizzazione del patrimonio architettonico, artistico e religioso custodito nelle sue chiese. Dal 2003 al 2006, grazie anche a finanziamenti comunitari, sono stati condotti studi e ricerche su alcuni dei più significativi monumenti dell’area, anche oggetto di restauri sia nelle parti architettoniche che in quelle pittoriche e di arredo sacro. Sono stati messi a punto, oltre a materiali informativi (guide alle chiese, monografie e cd-rom) specifici percorsi di fruizione al pubblico da compiere individualmente o in gruppo. Sono inoltre state formate guide locali per dare la possibilità ai visitatori di arricchire i propri percorsi culturali. Sono ben ottanta i “capitelli” del Comelico. Punteggiano ogni angolo della vallata, segnano i crocicchi della viabilità antica, su dossi esposti e panoramici o in qualche appartato recesso.  Apparizioni repentine e suggestive che testimoniano la profonda devozione dei nostri avi, attestazioni visibili della loro fede, ex voto per grazie ottenute, vite salvate, rientri da peripezie belliche, salvamenti da calamità. Tabernacoli, oratori, edicole, altarioli… terminologie variegate che si identificano nel vocabolario veneto “capitél”. Alcuni si presentano più eleganti ed elaborati, altri più rustici, modesti. I più antichi risalgono al ‘600, uno dedicato a S. Anna reca sul frontone la data  MDXV. I più pregevoli incorporano altarioli in legno scolpito, elaborato, dorato, con statue lignee o pitture ad olio.  Ben trenta sono dedicati alla Madonna vista come Grande Mediatrice, Madre indulgente e caritatevole. Ai Santi sono dedicate complessivamente venticinque chiesuole: 16 a S. Antonio da Padova, seguono S. Rita, S. Anna, don Bosco, S. Giuseppe, S. Teresa di Lisieux, S. Elisabetta, S. Antonio Abate.  Una ventina di altarioli è dedicata al Cristo Crocefisso, simbolo della sofferenza e della mortificazione, cardine della liturgia dei tempi antichi.  Sono centinaia i crocefissi, piccoli o grandi, modesti o preziosi, consumati dalle intemperie o di recente fattura, che punteggiano le campagne, i crocicchi, i tabià, che segnano i muri delle case e dei rustici. Al Sacro Cuor di Gesù, devozione più recente, sono intitolati sei capitelli.
Soprattutto  a Casamazzagno restano testimoniate le “memorie” di incidenti boschivi, dipinti su tavolette di legno, “ancone” nel dialetto comeliano, testimonianti la “pietas” popolare ed un passato di fatiche e sacrifici. Va evidenziato il valore religioso, storico, culturale ed artistico di queste testimonianze ereditate dai nostri padri. E’ uno stimolo per le nuove generazioni  al recupero della memoria collettiva sui rituali della pietà popolare, sui sacrifici, privazioni e sofferenze che caratterizzavano la cultura e la vita delle antiche popolazioni.

Chiesa pievanale di S. Maria Assunta - Candide

Chiesa dei SS. Rocco e Osvaldo - Dosoledo

Chiesa di S. Luca Evangelista - Padola

Chiesa di S. Leonardo nuovo - Casamazzagno

Chiesa di S. Leonardo vecchio - Casamazzagno

Chiesa di S. Antonio Abate - Candide

Chiesa caduti di Cima Vallona - loc. Tamai Sega Digon

Chiesa Di SS. Elisabetta, Lazzaro e S. Sebastiano – Dosoledo

Chiesa Madonna delle Grazie - Padola

Chiesetta di S. Anna - Padola

Chiesa di S. Nicolò - S. Nicolò di Comelico

Consorzio Turistico Val Comelico Dolomiti - Piazza S. Luca 18 - 32040 Padola di Comelico Superiore (Belluno) - Dolomiti - Italia
Tel. 0435 67021 - Fax 0435 434996 - P. Iva 00860950252 - dolomiti@valcomelico.it.