I palazzi storici
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I Tesori d'Arte: i palazzi storici

CASA GERA (CANDIDE)

Nel centro di Candide si trova l'antica Casa Gera. Il palazzo è stato probabilmente costruito negli anni 1100 - 1200.
Era stata per circa due secoli residenza montana dei Da Camino di Treviso, che essi saltuariamente frequentavano soprattutto nella stagione della caccia.
I Da Camino a loro volta l'avevano avuta nei primi decenni del 1100 dai Collato di Colfosco, a loro volta infeudati nel Cadore  nel 1077 dal Patriarca di Aquileia, Peregrino.

Divenne proprietà della Famiglia Gera dal 1500 in  poi.
E stata rimaneggiata e ampliata soprattutto nel XVI secolo per opera di Giacomo Gera ( 1560 -1642), notaio e personaggio di grande rilievo a Candide. Nel 1635 fu Giacomo che acquistò La Stua di Padola,  cioè  la chiusa che arrestava le acque e che veniva aperta per consentire la fluitazione del legname verso valle.

Bartolomeo Gera (1603 - 1681) vescovo di Feltre, figlio di Giacomo, edificò l'ala dello stabile occidentale.
Inseguito agli incendi di Candide (1669 - 1709), l'edifico potrebbe avere subito ulteriori ristrutturazioni.

La parte orientale della casa è la più vecchia. Si può notare il piccolo portoncino d'ingresso, tipicamente tardo medioevale.
Sulla facciata settentrionale sono evidenti alcune caratteristiche di una maggior raffinatezza estetica, dall'ampio portale d'ingresso, alla bella bifora sopra la quale spicca, un affresco con lo stemma Gera.
Tra l'ampio spiovente del tetto e la bifora del terzo piano c'è un affresco con lo stemma Gera sovrastato da un cappello vescovile.
Di particolare pregio sono le sei finestre dal piano rialzato, dotate di vecchie artistiche inferriate, sporgenti verso l'esterno e terminanti in alto con un bel fregio a punta di lancia

Internamente gli ambienti sono disposti in modo complesso, tale da sfuggire a una tipologia planimetrica ben precisa. I salotti e tinelli, la ricchezza di vecchi quadri e stampe, l'arredamento, i mobili e le suppellettili di ogni epoca e stile costituiscono un insieme davvero poco comune, e ci conferma che i 72 vanni della casa siano stati realizzati in un secondo tempo.
Di particolare interesse sono i salotti, uno del tipico settecento veneziano e uno detto del Brustolon.  La caratteristica principale di tale salotto è il soffitto che si presenta con una straordinaria  ricchezza di decorazioni lignee, scolpite a sbalzo a forma di foglie e frutta. Tale opera è ritenuta essere frutto del lavoro del grande scultore bellunese Pietro Brustolon. ( 1662 - 1732)

La Casa Gera diventò nel corso dei secoli successivi residenza stabile della famiglia Gera   finchè  si trasferì a Campea nel trevigiano.

La casa è tutt'ora sede estiva della famiglia Gera e qui gli attuali discendenti passano ancor oggi le loro vacanze.


Esistano altre due case  Gera  a Candide: una dimora dei Gera di sotto proprio nell'angolo della diramazione di via dei Caminesi, e l'altra sulla curva della strada che porta al piazzale delle chiesa Santa Maria Assunta.
Casa Zambelli è un bel palazzo d'architettura settecentesca, è tutt'ora abitata dalla famiglia Zambelli.

Casa Gera

CASA MONTI-GIACOBBI (CANDIDE)

Poco dopo la casa Gera superato la curva lungo la statale in  direzione Sega Digon, a destra compare il palazzo Monti-Giacobbi.

Questa villa esistente già dal 1696 venne probabilmente rimaneggiata nel corso del XIX secolo e a tale epoca va fatta risalire la soprelevazione del corpo nord.
La famiglia Monti fu molto attiva sia nel settecento che nel'ottocento e svolse un importante ruolo nel commercio dal legname assieme alla famiglia Dall'Aquila originaria di Dosoledo.
Nella casa abitarono l'avvocato Osvaldo Monti già sindaco di Comelico Superiore (1810) ed il figlio Liberale (1780 - 1847) anche'esso avvocato sostenitore della costruzione della "strada della valle".

Gli spiccati interessi per la pittura e per il disegno di Galeazzo Monti (1781 -1857)  e suo figlio Osvaldo lasciano immaginare questa residenza come un luogo aperto a gli artisti bellunesi, primo fra tutto Giovanni De Min che, secondo la tradizione di famiglia, vi fu ospitato mentre dipingeva gli affreschi della vicina chiesa dell'Assunta.   Galeazzo Monti conosceva e apprezzava Girolamo Moech, tardo interprete locale dei modelli settecenteschi di Marco Ricci, al quale è stato attribuito  un  ciclo di tempere a tema mitologico e paesaggistico che interessa numerosi ambienti della casa. Fra le tre sale decorate con vedute al piano terra si distingue il salottino con tre scenari forse America , Africa, e Asia. Al piano nobile il salone passante presenta quattro vedute  ideate, colte da Moech nel variare delle stagioni. E' da segnalare anche le pitture di Diana e Atteonante  e Diana e Endimione  nella adiacente camera da letto.

L'attuale casa è abitata sopratutto durante il periodo estivo  dalla famiglia Giacobbi.

Casa Giacobbi

CASA VETTORI (Località GERA - SAN NICOLO' di COMELICO)

Gera, piccola borgata sorta alla confluenza dei torrenti Padola e Digon, era importante nei secoli passati per le sue fucine ed i suoi mulini. Era anche luogo di transito dei greggi e delle mandrie che, provenienti dal Centro Cadore, si recavano nei pascoli dell'alta val Digon.
A Gera, ora composta quasi esclusivamente di case moderne, possiamo osservare una bassa costruzione di origine settecentesca: la casa Vettori.
E' una tipica casa borghese del tempo, ancor ora abitata nella stagione estiva.
Il palazzo dalle linee semplici e sobrie è caratterizzato nella facciata principale dai due ingressi e dalla serie di bucature dei tre piani. Il piano terra ospita cucine e salotti, al piano primo vi sono le camere in parte decorate con rivestimenti lignei di pregio, volute fogliami e fiori. Al centro di uno dei soffitti la Madonna della Cintura  fra due santi, attorniata da angeli e sopra la porta lo stemma di famiglia.
L'altra camera, più sobria, ha alle pareti sottili lesene scanalate,  sormontate da capitelli composti a fogliame e volute ioniche; il soffitto ha al centro una cornice al cui interno è scolpito il monogramma di Cristo, ed ai lati quello di  Maria  e S. Joseph .
 Ciò che è importante anche osservare sono i contorni dell'edificio: un grande orto-giardino, una chiesetta, un antico fienile.
La chiesetta, dedicata alla ss.Trinità, ai ss.Vittori, e Corona, ed a S. Michele Arcangelo, fu edificata negli anni 1704-1706 dalla famiglia Vettori.
Questa chiesa possiede una ricca collezione di reliquie composta da don Vittore Vettori ed  inoltre il corpo di S. Guilia martire estratto dal cimitero presso S. Ciriaco sulla via Tiburtina di Roma il 20 gennaio 1839, donato il 21 gennaio 1845 dal cardinale Costantino Patrizi alla signora Cecilia Colossis  in Vettori.

LA FAMIGLIA VETTORI.
Il fondatore di questa famiglia fu un Vettor fu Giacomo fu Biagio da Forni di sopra nella Carnia, stabilitosi a Gera, fu qui adottato in fratello da un Giacomo fu Silvestro Cuonz verso la fine della seconda metà del 1400.
Varie generazioni di questa famiglia eserciteranno il mestiere di fabbro finchè , arricchitesi, dedicarsi a vari tipi di commerci.
Come altre del Comelico, anche questa famiglia verso la fine del 1700 si trasferì nel Coneglianese (Treviso) tornando a Gera solo per la villeggiatura.

Casa Vettori Gera

Il PALAZZO ZANDONELLA - DALL'AQUILA (DOSOLEDO)

Il Palazzo

Nella piazza Tiziano di Dosoledo si può ammirare una costruzione che per il suo portone d'ingresso in tufo può attirare l'attenzione del turista.
Si tratta del palazzo Zandonella - Dall'Aquila.
Costruito nel 1663 e imponente, allora , coi suoi muri bianchi di calce e gli stipiti delle finestre di tufo giallo, rispetto alle case e casupole di legno reso scuro dal tempo che lo circondavano, bruciò, in parte, durante l'incendio del 24 ottobre 1874.
Successivamente l'edificio fu ricostruito e fu oggetto di molti interventi edilizi che trasformarono gran parte degli interni.
Sul portone principale si può notare il simbolo della famiglia: un'aquila, mentre nella parte posteriore è leggibile, sempre in uno dei due portoni, la data di costruzione.

La famiglia Zandonella-Dall'Aquila

La famiglia Zandonella-Dall'Aquila è una delle tante famiglie Zandonella di Dosoledo.
Di questo gruppo di famiglie si ha già notizia nei primi decenni del 1400.
I dall'Aquila si chiamarono così perché dissero di avere ricevuto il titolo di nobili da un imperatore di Germania in un'epoca imprecisata. L'Aquila a due teste inserita nel loro stemma è stata appunto presa dallo stemma imperiale.
Questa famiglia, come altre in Cadore, si arricchì con il commercio del legname, il che le premise di aumentare sempre di più la propria proprietà in case, campi prati e boschi e di accumulare notevoli somme di denaro.
Dopo l'incendio del 1874 la famiglia abbandonò la casa di piazza Tiziano vendendola al comune di Comelico Superiore ed andò ad abitare , nei mesi in cui risiedeva a Dosoledo , ( infatti da diverso tempo la sua residenza era nei presi di Conegliano), in quella che ora si trova all'incrocio fra via dell'Aquila e via Risorgimento a Dosoldeo.

Palazzo Zandonella

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