Santo Stefano di Cadore
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Santo Stefano di Cadore (Santo Stefano, Campolongo, Costalissoio e Casada)

ArancioneÈ il capoluogo del Comelico; sorge a 908 m, alla confluenza del torrente Padola con il fiume Piave.
Oltre all'abitato principale, il territorio comunale presenta le frazioni di Campolongo, Costalissoio e Casada e altre borgate minori.
Il suo abitato era già distinto in passato tra Santo Stefano propriamente detto, Tamber sulla destra del Piave e l'altro agglomerato di Transacqua posto invece sulla sinistra.
La Pieve di S. Stefano, primo Martire, fu fondata nel XIII secolo (il Ciani affermò l'esistenza di una chiesa nel VII secolo durante il dominio longobardo e il Fabbiani fu pro-penso a stabilirne le origini intorno al XI o XII secolo);
Tra gli altari, uno in legno è della scuola del Brustolon. La parrocchia fu istituita il 21 marzo 1208.
Oltre il Piave, a Transacqua, c'è la chiesetta della B.V. delle Grazie.
Costalissoio è posto più in alto alle pendici del M. Zovo, in ottima posizione panoramica su buona parte della valle. La chiesa fu fondata nel XV secolo, ricostruita nel 1548 e successivamente nel 1853.
Fu consacrata nel 1858. È intestata alla Ss. Trinità. La parrocchia è stata istituita nel 1950. Il campanile fu costruito nel 1860 su progetto dell'ing. Antonio Pante. L'organo è della ditta Rizzardini.
Casada si trova, a tre chilometri da Santo Stefano, in corrispondenza della strada che sale verso Candide.
Ha una chiesetta dedicata ai Santi Lorenzo ed Osvaldo eretta nel 1855 e consacrata tra anni più tardi.
Campolongo ha la chiesa dei Santi Filippo e Giacomo. Di origine molto antica, almeno trecentesca, fu ricostruita nel '700 e quindi nel secolo scorso fu sottoposta ad interventi progettati dall'architetto feltrino Giuseppe Segusini.
L'erezione dell'attuale parrocchia risale al 1955. Conserva alcuni dipinti e una statua della Madonna della Salute opera d'inizio secolo di Raffaele Piazza.
In Val Frison sorge la chiesetta di S. Osvaldo ricostruita alla fine degli anni '20 di questo secolo.
Naturale punto di confluenza di tutti i paesi del Comelico, Santo Stefano era noto e lo è tuttora come centro nel commercio del legname e degli altri prodotti della montagna. Dotato di diversi laboratori per la lavorazione del legno aveva fino al secolo scorso numerosi mulini.
La sua vocazione commerciale, peraltro oggi confermata, fin dal 1256 ha trovato una manifestazione d'eccezione nella cosiddetta Fiera d'Ognissanti.

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