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Ferrata alla Croda Rossa versante Nord

Ferrate Croda Rossa

Percorsi attrezzati alla Croda Rossa, da nord
 
L'itinerario segue quello già tracciato dalle truppe Austriache in guerra nel 1915. La Croda Rossa fu allora un baluardo duramente con­teso dalle truppe alpine dell'una e dell'altra parte che si fronteggiarono con identico valore. Di quegli scontri, ormai leggendari, la grande monta­gna, che divide le due vallate di lingua diversa, ma parimenti fiere, conser­va le opere colà create per rendere la vita meno dura e per garantire il possesso della Croda: teleferiche, caverne, trincee, resti di baracche, ... Veri nidi d'aquila!
Il percorso offre grande interesse alpinistico, storico e una gamma di panorami veramente eccezionali nel quadro favoloso delle Dolomiti Orientali. E' stato attrezzato con corde metalliche dalle Guide Alpine di Sesto Pusteria, a cura della Società Funiviaria, ed inaugurato nel luglio del 1973. I tratti che presentavano anche lievi difficoltà sono stati muniti di corde metalliche fisse e l'intero percorso è ben marcato con segni di vernice bianco-rossa, tali da renderlo sicuro anche in caso, non raro, di fitta nebbia.
Si consiglia di non seguire con faciloneria i tratti non segnati, sen­tieri e camminamenti di guerra, che quasi sempre terminano su perico­losi dirupi.
 
Dal Passo Monte Croce Comelico
 
Seguendo il segno 15-a, che parte proprio dall'Hotel Passo Monte Croce 1630 m (tel. 0474.710328), si risalgono i dossi erbosi verso sud ovest in direzione della Pala di Popèra. Oltre­passate alcune fortificazioni di guerra si toccano i ghiaioni che si seguono verso nord ovest fino ad incontrare, sulla sinistra, un bivio con le tracce del segno 15-b che conducono direttamente allo spalto roccioso del Castelliere (Burgstall) 2260 m ove s'incontra il percorso attrezzato prove­niente dai Prati di Croda Rossa. Da qui lo sguardo spazia su un panorama eccellente verso la Val Come­lico, il Passo Monte Croce, l'Alta Val Pusteria e le Vette di Confine. Si risale una breve costola rocciosa con chiazze d'erba, piegando quasi subito a destra su rocce non difficili agevolate da una prima fune metallica. Seguendo un ripido canalone si giunge ad una piccola forcella oltre la quale appare un orrido anfiteatro roccioso (Circo Nord di Croda Rossa), ingentilito da un minuscolo ghiac­ciaio. Su, zigzagando, per il buon tracciolo che permette di guadagnare quota speditamente lungo un ghiaione e facili canali, fino all'apparire di uno scheletrico villaggio di baracche Austriache di guerra in completo sfacelo. Dalla conca raggiunta il sentiero divalla per poco, scavalca un'in­sellatura e, correndo fra trinceramenti interessanti, raggiunge la Forcella di Croda Rossa dove, poco discosto, sorge un monumento Austriaco ai Caduti. Più in alto si scorgono i numerosi avanzi del Comando Austriaco e della teleferica usata in guerra. Grande visione, a sud, su Cima Undici, occupata nel primo conflitto dagli Italiani e, più in basso, sull'ardita "Strada degli Alpini". A ovest svetta la bella Punta dei Tre Scarperi congiunta all'altipiano di Lavaredo dal Lastron.
Sempre in costante salita si passa una zona lastronata e si vince, poco dopo, un salto roccioso di circa 25 m., facilitato da una robusta fune metallica. Seguono roccette ben articolate, piccoli gradoni e chiazze di neve residua nei canali e nelle conche. Sulla Torre Vinatzer (o Cima Principale di Croda Rossa, 2965 m.) appaiono le baracche ed i ricoveri arditamente costruiti sulle rocce precipiti. Si va ora a toccare una gola poco profonda da dove, tenendosi verso est, si raggiunge in pochi minuti la quota 2939 m. di Croda Rossa (Osservatorio) sormontata da una grande croce in legno.
(ore 5 circa dal Passo Monte Croce Comelico)

Variante da Moso (Bad Moos)
Dalla località Bagni San Giuseppe (Bad Moos), 1362 m. (a 3 km da Sesto) raggiungibile comodamente in auto, una cabinovia porta, in circa un quarto d'ora, all'oasi erbosa dei Prati di Cro­da Rossa (Rotwandwiesen), 1899 m., sulle pendici settentrionali del mon­te (rifugio). Si parte verso lungo la breve conca prativa incontrando una tabella e il segnavia bianco-rosso con il numero 15-b. Su a destra in direzione delle ghiaie e roccette che si salgono fino a toccare lo spalto roccioso detto il Castelliere (Burgstall) a q. 2260 m. (da qui si segue l'itinerario precedente).

Consigliabile la discesa in Vallon Popèra lungo la « Ferrata M. Zan­donella» per compiere la traversata completa di Croda Rossa. Rientro al Passo Monte Croce per segn.101  poco sotto il passo della Sentinella, si scende lungo il Vallon Popèra fino al Rifugio A.Berti 1950 m poi al Rifugio I.Lunelli e da qui lungo il segn. si risale al Passo (in corrispondenza del laghetto Popèra si segue a sinistra il sentiero segn.124 fino all'ex Rif. Olivo Sala, scendendo lungo il sentiero segn.155 fino a pian della Biscia e da qui in breve fino al Passo Monte Croce.

Percorsi attrezzati alla Croda Rossa – Sextner Rotwandwiesen - Osservatorio 2939 m, da sud est

LA VIA FERRATA MARIO ZANDONELLA

Dal Rif. Selvapiana-I.Lunelli 1568 m. e Rif. A.Berti al Popèra 1950 m. Dal Passo Monte Croce Comelico 1630 m.

Segn.101 (124): itinerario alpinistico con tratti esposti, parzialmente attrezzato; turisticamente molto difficile; è opportuno procedere con prudenza, adeguato equipaggia­mento e in sicurezza individuale e di gruppo; Esc. D.

Il Rif. Selvapiana-I.Lunelli è raggiungibile comodamente in auto da Valgrande. Dal Rif. Lunelli per buona mulattiera si raggiunge il Rif. Berti, in ore 0,45-1. Seguendo il segn.101 ci si addentra nel grandioso Vallon Popèra, ricoperto di un accogliente tappeto erboso, racchiuso fra le possenti pareti del Popèra, della Cima Undici, della Croda Rossa e dei suoi satelliti, per sentiero facile si raggiunge il laghetto Popèra ore 0,45-1 dal Rif.Berti.  (Il laghetto Popèra si raggiunge anche dal Passo Monte Croce: salendo lungo i pendii erbosi in direzione della Pala di Popèra ci si immette nel sentiero segn.124 fino a Pian della biscia, da qui salendo 10' lungo la carrareccia si trova l'indicazione (tabella a sinistra) il segn.124, traversando fin sotto le rocce verso Sud-Ovest, conduce al rudere restaurato del Rif. Olivo Sala 2049 m, scavalcando la cresta ci si immette nel sentiero in quota che raggiunge il laghetto Popèra).
Dal laghetto Popèra l'itinerario assume connotati alpinistici, sentiero prima per ghiaie, poi salendo lungo una dorsale morenica fin oltre il Sasso Fuoco. Qui la traccia sale verso destra, a zig-zag sul ghiaione, per evidente traccia si raggiungono le cavernette italiane di guerra (1915-18) alla base della parete est della Croda Rossa, al centro del bastione giallastro dei Torrioni, fra il Canalone 2° e il 3°, 2690 m; (ca. ore 2). Qui iniziano le attrezzature del primo tronco del­la Via ferrata Mario Zandonella (scalette e corde fisse) seguendo la quale si sale alla cengia dei Torrioni (resti di guerra lungo il percorso). Per la cengia si va a destra, si oltre­passa il canalone che scende da Forc. U e si continua per cengia fino alle rocce del Trapezio. Quindi si sale per un canalino ad una forcel­letta di cresta, raggiungendo il percorso attrezzato che sale da Nord, per questo infine in breve alla cima di Croda Rossa (Osservatorio 2939 m) grande crocifisso in legno. Ecceziona­le panorama dalla cima sulla Val Comelico e sui suoi monti, sulla Cima Undici e sulla Croda dei Toni, sulle Tre Cime di Lavaredo e sui Tre Scarperi, sull'Alta Val Pusteria e sulle vette di confine, sul Tirolo Orientale fino agli Alti Tauri (Grossvenediger e Grossglockner).

N.B.: il ritor­no può essere effettuato per lo stesso itinerario di salita, oppure seguendo il percorso in discesa del secondo tronco della Via ferrata Zandonella. In alternativa è possibile scendere seguendo i percorsi attrezzati verso Nord, fino ai Prati di Croda Rossa.

La discesa dal secondo tronco della via ferrata Zandonella si presenta subito un po' delicata. Dalla vetta si raggiunge la prima corda seguendo il pulpito verso il Comelico, giù in verticale per alcune decine di metri. Raggiunto il Circo Est (neve frequente) non prendere il Canalone 1° (tracciato originario, ghiacciato, pericoloso), ma risalire una paretina sul bordo inferiore destro del Circo (corde fisse) fino a prendere la Cengia a Collare delle Guglie (resti di guerra) che porta al Canalone 2°, nei pressi della partenza dello Tronco. Scendendo per le ghiaie si tocca il sentiero 101 nei pressi del Sasso Fuoco, immettendosi sul sentiero segn.101 lungo il Vallon Popèra rientro al Rifugio A.Berti al Popèra. Dal Berti il ritorno al Rif. I.Lunelli 1.568 m segn.101 oppure al Passo Monte Croce Comelico 1630 m segn.124.
(intero percorso ca. 7-8 ore)

Riferimenti appoggio:

RIFUGIO A.BERTI al Popèra - 1950 m  
(tel. 0039.0435.67155)  e            
RIFUGIO I.LUNELLI a Selvapiana - 1568 m.
(tel. 0039.0435.67357)
HOTEL PASSO MONTE CROCE – 1530 m.
(tel. 0039.0474.710328)

SUEM - SOCCORSO ALPINO  118

 

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